domenica 2 febbraio 2020

Re-Explosion


Tutto ebbe inizio da una pista da ballo. Niente a che vedere con scene alla Tempo delle mele, però. Il dancefloor era quello che accese, alla fine del 2005, gli ormoni di un giovanissimo e non ancora ‘dannato’ Alex Turner che con i suoi Arctic Monkeys, presentatisi al mondo con I Bet You Look Good On The Dancefloor, dava un vero e proprio schiaffone – musicalmente parlando – a una scena alt-rock ancora tramortita dai residui del Britpop e da ciò che rimaneva del grunge.

Era, quella urlata da Alex Turner, l’esplosione (termine non casuale) di quella che sarebbe stata chiamata nu-wave. Era il 2006 e un manipolo di ragazzetti palermitani, amici per la pelle, intuivano che, Oltremanica, qualcosa di importante stava accadendo e, contando sulle primissime connessioni flat e su una rudimentale conoscenza del web (i social erano ancora di là da venire), iniziavano semplicemente a informarsi, ascoltare e scrivere. L’esplosione indie (IndiExplosion) cominciava, quindi, a propagarsi: lo stesso termine, indie, si apprestava a diventare familiare anche a chi, prima, non ne aveva mai sentito parlare.

Ma cos’era IndiExplosion? Sostanzialmente, uno spazio web che segnalasse prontamente le nuove uscite nell’universo indie-rock, proponesse i video che cominciavano a circolare nell’altrettanto giovane piattaforma YouTube, raccontasse un po’ di concerti e recensisse i più attesi dischi in uscita senza quelle espressioni pompose, autoreferenziali e di difficile comprensione di cui sono piene le tante, troppe recensioni che popolano web e riviste specializzate. Tutto in sinergia con un altro progetto che le menti malate dei suddetti ragazzetti avevano partorito appena un paio d’anni prima: una web radio libera, alternativa, semi-illegale e senza freni che portava l’ambizioso nome di Abbey Radio. Perché proprio dagli studi di Abbey Road e dai loro più celebri coinquilini tutto ebbe inizio, nei favolosi Sixties.

Sin dai primissimi post – era il gennaio 2007 – IndiExplosion ha fatto da cassa di risonanza non solo agli Arctic Monkeys, ma anche a band che proprio in quegli anni avviavano la loro carriera, talvolta partendo da MySpace o da altre piattaforme web. I pezzi dei Kasabian, dei Bloc Party, dei Maximo Park, degli Snow Patrol, di Interpol, Editors, The Darkness, Arcade Fire, Libertines, Strokes e di innumerevoli altre band hanno popolato per anni le nostre pagine virtuali, così come le puntate di Abbey Radio. Finchè il corso della vita non ha strappato gli oramai ex ragazzetti, nel frattempo un po’ cresciuti, alle loro più forti passioni per condurli nell’alveo dannato delle ansie lavorative.

All’albeggiare del nuovo decennio, però, la passione ha inesorabilmente ripreso il sopravvento e la pagina Facebook di IndiExplosion, che intanto languiva da qualche anno nel dark web, ha a sua volta ripreso vita. Con l’obiettivo di tornare a essere, per tutti gli amici che condividono la nostra passione, quella ‘bussola’ che ci aiuti a orientarci nell’oceano delle nuove uscite musicali con lo stesso, identico spirito degli inizi. Certo, anche con un po’ di capelli bianchi e qualche chilo in più. Ma persino Alex Turner, se lo guardate bene, ha le rughe.

Dj Fabbra, Espo, Fab, Luca