venerdì 2 luglio 2010

WE WERE PROMISED JETPACKS - 'THESE FOUR WALLS'

Non è consueto per IndiExplosion occuparsi di album o singoli pubblicati un anno prima, ma ogni tanto un'eccezione di può anche fare. Ammettendo nello stesso tempo che siamo stati un po' disattenti lo scorso anno, perchè ci siamo lasciati scappare un bellissimo album, una perla di dark-rock alternativo a dire il vero sfuggita ai più. L'eccezione di cui si parlava in precedenza è appunto motivata dalla bellezza di questo disco, l'opera prima dei We Were Promised Jetpacks, giovani e talentuosi rocker di Edimburgo. Su Abbey Radio avete già potuto ascoltare un loro pezzo grazie al talent-scout Luca e proprio da lì sono partito per andare alla scoperta di 'These Four Walls', uscito nel giugno 2009. Si tratta di un disco dalle atmosfere piuttosto cupe, intriso di una malinconia dalla quale la band ha saputo generare potenza ed energia allo stato puro. Si potrebbero fare tanti paragoni con alcune delle band di dark-rock più attuali, dagli Interpol agli Editors, dai Cure agli Horrors. Ma il principale pregio di questo disco è la capacità mostrata da questi giovani artisti di rielaborare in chiave molto personale le influenze che inevitabilmente hanno subito. E in più ci sono 3-4 pezzi di assoluto valore, a mio avviso inspiegabilmente trascurati dalla critica. 'Quiet Little Voices' parte come una pietra che rotola da una collina e sembra non fermarsi mai, coinvolgendo chi ascolta in una grande esperienza rock. Un pezzo davvero bello e magnetico, e, immagino, assolutamente adatto alle esecuzioni live. Il primo singolo estratto 'Roll Up Your Sleeves' è forse più tradizionale e meno istintivo, ma si tratta di un'ottima release, un pezzo ricco e decisamente particolare. L'idea di cosa sia il disco riesce a darla perfettamente la traccia d'apertura 'It's Thunder and It's Lightning'. Mi ricorda 'Flowers and Football Tops' dei Glasvegas come introduzione al sound dell'album. In questo caso sono le chitarre le assolute protagoniste del brano, che risulta essere uno dei più arrabbiati del disco. Proprio la rabbia è la grande protagonista di questo album, una rabbia che appare autentica e che sta alla radice del modo di esprimersi di questi ragazzi. Tra gli altri pezzi da segnalare ci sono 'Ships With Holes Will Sink', la malinconica 'Conductor' e 'Short Bursts' ma non ci sono evidenti cali all'interno del disco. Insomma, un debutto assolutamente consapevole e già maturo per una band che merita più attenzione.

6 commenti:

Luca ha detto...

Ottima recensione, d'accordo su tutto. Grazie a me per la segnalazione ;)

Met ha detto...

grazie per la segnalazione!! mi piacciono :-D

Met ha detto...

com'è possibile che non li avessi sentiti neanche nominare quest'anno?? li adoro! ho sentito l'album 3 volte in 2 giorni!

Luca ha detto...

Allora IndiExplosion serve a qualcosa ;)

fab ha detto...

Met, è la stessa cosa che ho pensato io. Non ricordo di aver letto di loro da nessuna parte lo scorso anno, e questo è davvero strano!

Met ha detto...

ho scoperto che a gennaio dovevano suonare al covo qui a bologna ma la data fu cancellata per problemi tecnici del covo... probabilmente verrà recuperata ma solo nel 2011!