domenica 1 luglio 2007

LA RECENSIONE DI ESPO: "AN END HAS A START" - THE EDITORS

C'è voluto un po' di tempo, ma alla fine ce l'ho fatta..... Devo premettere che mi è riuscito abbastanza difficile recensire quest' album, sia perchè lo trovo abbastanza simile al precedente come sonorità e perchè, per poterlo capire, interpretare ed apprezzare fino in fondo, mi sono serviti almeno 5 ascolti. Sto parlando, naturalmente, della seconda avventura musicale degli inglesi "Editors", ovvero "An End Has A Start". Girovagando sul web ho letto opinioni molto diverse a riguardo: c'è chi critica l' eccessiva somiglianza a "The Back Room", primo album, e di consequenza la scarsa originalità del lavoro, e chi apprezza fino in fondo la sua profondità.....ecco, io mi trovo più d' accordo con la seconda parte del web, anche se, ribadisco, dopo averlo ascoltato e riascoltato più volte. Ma veniamo all' analisi della tracklist, che non poteva che aprirsi con il primo singolo ufficiale di Tom Smith & Co., ovvero la struggente "Smokers Outside The Hospital Doors", perfetto esempio di come la batteria possa guidare il ritmo di tutti gli altri strumenti, tra accelerate (all' inizio) e brusche frenate, dove la melodia la fa da padrona. A seguire troviamo forse il pezzo più movimentato e, secondo me, il secondo più bello dell' intero album, "An End Has A Start" (probabile secondo singolo ufficiale in uscita), davvero difficile resistere al suo ritmo incalzante e crescente. Dopo un inizio scoppiettante, ecco che arriviamo alla vera chicca, la canzone di cui non puoi fare a meno, che fa riflettere e pensare, da ascoltare in assoluto silenzio: parlo della gospelliana "The Weight Of The World", col suono della chitarra che rimane ben impresso, in perfetto stile Snow Patrol. Davvero niente male anche "Bones", da ballare ma sempre coi "piedi per terra", nella profondità che caratterizza l' album. Da sottolineare, nel resto dell' album, il cambio di direzione e di ritmo di "The Racing Rats", la coldplayana "Escape The Nest" e la melodica "Spiders". Nel complesso, un ottimo album, complesso, profondo, che tratta i temi dell' amicizia e della morte, anche se sugli Editors pesa come una spada di Damocle il confronto con "The Back Room", da cui "An End Has A Start" ne esce ridimensionato nella sua realtà di presunta copia, e il confronto con band come gli Interpol, i Snow Patrol e i Coldplay, ma gli Editors hanno dimostrato di potere stare al loro fianco con onore.

8 commenti:

Fabbra ha detto...

Devo ascoltarlo meglio e commenterò, comunque a primo ascolto mi sembra piu melodico e piu accessibile di "The Back Room", più da chart, più Pop e forse è vero che stiano seguendo la scia delle sonorità dei Coldplay.

filus ha detto...

da premettere che nn ho ascoltato the back room, però ad un primo ascolto effettivamente ricordano i colplay, anche se questi ultimi sono più orecchiabili.
Comunque, proprio come i Coldplay, nn mi fanno impazzire...

braun ha detto...

non male e secondo me non c'entrano niente con i coldplay. kiaramente si possono fare paragoni ormai con tutto, l'originalità è finita.....

fabryd ha detto...

Sono d'accordo con la premessa di espo: ci vogliono diversi ascolti per potere esprimere un parere definito su questo secondo album degli Editors. Io ai primi ascolti l'avevo etichettato come la brutta copia del primo, bellissimo, 'The Back Room'. Non ho voluto esprimere un parere perchè volevo ascoltarlo più a fondo. Ed infatti ho finito col cambiare idea: l'album non raggiunge la bellezza a livello di singoli rispetto al primo, ma denota un filo logico più definito, un'identità più matura. E' nel complesso un bell'album, da ascoltare con trasporto. La traccia migliore è secondo me 'An End Has a Start', davvero bella. Poi il singolo di lancio e 'The Racing Rats'. Parlando di confronti, non li accosterei ai Coldplay (sound un bel po' diverso), semmai agli Interpol, anche se gli Editors sono più melodici.

Espo ha detto...

la sfida eterna interpol-editors ci sta, anche perchè forse gli ed gli assomigliano di più rispetto a loro stessi e coldplay....sul fatto che siano più da chart sono perfettamente d'accordo, lo dimnostrra anche il pieno successo sulle charts inglesi....sulla somiglianza con i coldplay, io li trovo abbastanza simili, in alcune tracce, anche se i percorsi musicali non sempre si incrociano.......auz!

Fabbra ha detto...

Per adesso non faccio altro che ascoltarlo...e voglio esagerare...è un grandissimo album, diventerà un classico e mi sbilancio dicendo che lo reputo anche migliore di The Back Room tutte grandissime canzoni molto accessibili a tutti a differenza delle piu dark dell album precedente, una virata pop che li discosta definitivamente dal paragone coi sempre dark Interpol ma che li accosta sempre piu ai Coldplay per psichedelia e ritmi epici che riescono a raggiungere(vedi Smokers outside, Racing Rats, o An end has a start)molto simili alle ultime dei Coldplay come Speed of sound, Low o White Shadows....forse adesso hanno raggiunto la loro vera identità musicale, a metà tra pop e nuWave-dark...perfetti e adorabili!

Espo ha detto...

bravo dj, mi fa piacere ke tu apprezzi il lavoro secondo me da molti sottovalutato degli editors....io non faccio altro ke ascoltarli e apprezzarli...anche l'ingh se n'è accota della bontà del loro lavoro. Certo è ke ki non apprezza i Coldplay difficilmente potrà amare quest'ultimo An End Has A Start!

fabryd ha detto...

anch'io mi sto facendo trascinare da quest'ultima perla degli editors. proprio oggi ho riascoltato The Back Room e devo dire che continuo a preferire quello, anche se rispetto ai primi ascolti An End Has A Start si sta rivelando un grande album. Poi l'uscita contemporanea di Editors ed Interpol mi sta conducendo verso questo versante del rock che apprezzo sempre di più!