martedì 23 ottobre 2007

RECENSIONE: BABYSHAMBLES - 'SHOTTER'S NATION'

I “cattivi ragazzi” hanno sempre fatto parte del mondo della musica, e del rock in particolare. Forse attraggono perché sono difficili da capire, sfuggenti, discutibili nei loro comportamenti. E Pete Doherty sicuramente lo è. I puristi diranno che è soltanto un prodotto mediatico, chi proprio non lo può vedere lo etichetta come la deriva moderna di un rock che non c’è più. A me Pete piace. E mi piace perché è un creativo con la C maiuscola. Ma basta parlare degli eccessi: analizziamo semplicemente la sua musica (sua e della band ovviamente). Ed ecco che questo secondo album dei Babyshambles, ‘Shotter’s Nation’ si configura come un ottimo disco. Si potrebbe definire efficacemente, a mio parere, come il trionfo dell’istinto: l’emblema di cosa sia il rock nu-wave made in Britain. Siamo negli anni 2000 e i Babyshambles riaffermano il loro ruolo di capofila (sulla scia dei Libertines) di questa nuova ondata, che a noi piace, a molti altri chissà. Chitarre, batteria e voce preponderanti, zero effetti elettronici. ‘Shotter’s Nation’ è la naturale evoluzione di ‘Down In Albion’ con cui i Babyshambles si erano presentati e che raccoglieva in modo piuttosto irrazionale un po’ di materiale. Questo secondo disco è senza dubbio più organico, lineare, omogeneo anche se manca un pezzo magnetico come ‘Fuck Forever’. È, insomma, un album più maturo che non ha perso quell’immediatezza che rende geniali i Babyshambles. Dodici tracce totali, a partire dalla “sporca” ‘Carry On Up The Morning’ che introduce il bellissimo singolo ‘Delivery’, pezzo di ottimo spessore che si conclude con il classico coretto alla-Doherty. Ha un sapore piuttosto vintage la notevole ‘You Talk’, perfetta per essere cantata da Pete, mentre è una tipica ballata brit-rock ‘UnBilo Titled’, nella quale vedo influenze Oasis-Verve. Un omaggio ai Doors è la “nascosta” ‘Crumb Begging’. Menzione a parte merita il secondo singolo che sarà estratto, ‘French Dog Blues’, forse la traccia più accattivante dell’intero album, in ogni caso un piccolo capolavoro musicale. Una rivelazione live potrebbe inoltre risultare la folk ‘There She Goes’, che si isola dal resto del disco e per questo sorprende, risultando comunque azzeccata. La chiusura è riservata alla ballata acustica ‘The Lost Art Of Murder’, semplice ma preziosa. Sono pochissimi, insomma, i punti deboli di questo disco che riavvicina al brit nu-wave, anzi si pone come uno dei capitoli più interessanti di questo movimento che a noi piace davvero e che da qualche anno costituisce la nuova frontiera dell’indie-rock.
Babyshambles promossi a pieni voti!

6 commenti:

Ale ha detto...

Li ho ascoltati per due volte a roma, e devo dire che sono molto bravi, il loro live merita e come..., l'unica pecca è Pite, che in alcune circostanza esagera un pochino con il suo stile retro'...al Piper si è tagliato il petto con una lametta, niente di che, ma sono cose già viste e riviste, e gli anni 60 sono finiti da un pezzo...DELIVERY...PETE DELIVERY...

Fabbra ha detto...

Lo scorso sabato l ho scaricato e finalmente lo sto ascoltando..ancora mi mancano un 2-3 ascolti ma poosso dire che finora mi da l impressione di un grandissimo album, piu lineare di DOWN IN ALBION come dice giustamente Fab, le mie preferite l eccezzionale open-track CARRY ON UP..., naturalmente DELIVERY forse anche migliore di FUCK FOREVER per me, il nuovo singolo French Dog Blues e BADDIES BOOGIE....su tutte! Ma siamo parecchio sopra la media....per l intero album!

braun ha detto...

non conosco, non voglio conoscere....

L'indifferente ha detto...

è da un pò che lo ascolto. Sinceramente non mi dicono niente questi Babypampers, rimpiango l'età d'oro in cui viaggiavo con la spilletta dei Libertines.
Per i Dirty Pretty Things sono nettamente più bravi!

fab ha detto...

I gusti musicali sono talmente soggettivi che è difficile argomentare sulle qualità di una band in senso generale! Ogni recensione esprime un'opinione particolare e la mia, come avrete capito dal senso del testo, è fortemente positiva. Per fortuna, navigando un po' in rete, mi sento in buona compagnia!

L'indifferente ha detto...

sisi non lo metto in dubbio!ogni recensione non è nient'altro che una visione soggettiva del disco.
d'altra parte, conoscendo tutti i precedenti di Pete, devo dire che i babyshambles rispetto ai Libertines sono proprio una briciola. Parere personale, s'intende!