sabato 13 febbraio 2010

INDIECONCERT - ARCTIC MONKEYS LIVE @BARCELONA (06-02-10)

La sensazione arrivando al Palau Sant Jordi di Barcellona è quella di stare per assistere ad un concerto "storico". Non perchè la data in sè abbia un valore particolare all'interno di un tour molto lungo, ma semplicemente perchè un concerto delle Scimmie Artiche potrebbe, un giorno, diventare un evento da raccontare ai nipotini, come si suol dire. Come detto tante volte nel corso delle analisi di fine decennio, gli Arctic Monkeys sono tra i pochissimi che sono riusciti da lasciare un segno evidente, e tutto fa pensare che anche in futuro saranno assoluti protagonisti. La location è ottima, il sold out è d'ordinanza e il pubblico freme. Ad aprire ci sono i Mystery Jets e c'è curiosità per vedere cosa sapranno proporre anche loro dal vivo. Qui però arriva una piccola delusione personale. Ci provo ad ascoltare con attenzione, vorrei farmi travolgere ma i ragazzi non riescono nel loro obiettivo. E come me anche gran parte del pubblico non si scalda. Il sound non è male, intendiamoci, ma manca quella verve che, fortunatamente, verrà qualche ora dopo, quando sul palco ci saranno i numeri uno. Intorno alle 10 ecco le luci spegnersi e la band entrare. Ci siamo, il pubblico è caldo, l'attesa è conclusa. Il primo pezzo è inatteso e soft, 'Dance Little Liar' tratto da Humbug. La seconda però è una bomba e con 'Brianstorm' il pubblico è già bollente. L'esecuzione live di questa canzone è da brividi. Energia dark e rock'n roll si fondono alla perfezione. Intanto il fumo iniziale si dirada e iniziamo a vedere Alex. Capelli lunghi alla Kurt Cobain, sguardo serio e concentrato, atteggiamento terribilmente cool. Nè lui nè gli altri componenti della band si muovono in modo particolare. Non provano a fare spettacolo o ad ingraziarsi il pubblico con frasi ad effetto, moine o assoli. Sono terribilmente concentrati sulla loro musica e dannatamente cool. Mi colpisce in particolare lo sguardo di Alex, quasi timido nell'affrontare il pubblico ma nello stesso tempo assolutamente consapevole del suo immenso talento. Ecco cosa colpisce: l'intensità della musica, la dolcezza o la potenza (a seconda dei pezzi) delle note non richiede altro e anche uno show minimal come quello a cui stiamo assistendo regala tante emozioni. La band accompagna in modo perfetto e nessuno ruba la scena ad Alex Turner, che peraltro se la prende in modo quasi naturale. L'impressione è che i ragazzini degli inizi siano parecchio cresciuti, acquisendo una self-confidence inattaccabile. Nella setlist, si attinge molto da Humbug, com'è naturale, ma anche e soprattutto dai pezzi che li hanno resi famosi. Così, 'A View From The Afternoon', 'I Bet You Look Good...' e 'When The Sun Goes Down' (forse la più attesa dal pubblico) fanno la differenza. 'My Propeller' e 'Crying Lightning' sono fresche e anch'esse da brividi. Ci si emoziona per 'Cornerstone' ma verso la fine è 'Secret Door' a far venire quasi da piangere, con un'esecuzione partecipatissima da parte della band condita dall'unico effetto scenico del concerto. L'encore è per due pezzi ormai classici, 'Fluorescent Adolescent' e l'incredibile '505' che chiude lo show. Unica pecca: i ragazzi non sono arrivati all'ora e mezza, probabilmente per impegni successivi al concerto (il solito dj-set in città). Peccato perchè ci saremmo meritati un'altra mezz'ora di grandissimo rock'n roll.

Setlist
dance little liar - brianstorm - this house is a circus - still take you home - potion approaching - red right hand (nick cave cover) - my propeller - crying lighning - catapult - the view from the afternoon - i bet you look good on the dancefloor - cornerstone - if you were there, beware - pretty visitors - do me a favour - when the sun goes down - secret door - fluorescent adolescent - 505

6 commenti:

Luca ha detto...

Ottimo post, però sinceramente lo aspettavo da Espo, visto che è stato il suo primo concerto indie!
Gli Arctic Monkeys hanno "sverginato" Espo..ne può andare fiero!

fab ha detto...

Hai ragione, ma se aspettavamo espo probabilmente il post sarebbe arrivato nel 2011!!!

filus ha detto...

Sono rimasto contento dopo il concerto, perché sinceramente mi aspettavo di peggio, soprattutto dopo l'esibizione soporifera dei Mistery Jets. Temevo che gli Arctic (timore forse spiegabile con la relativa ignoranza che ho di loro) potessero annoiarmi allo stesso modo. Per fortuna mi sbagliavo. Devo dire che è stato un evento molto più soddisfacente delle mie più rosee aspettative.
Vengo però ora alle note dolenti. Se fossi uno sfegatato fan delle scimmie, forse sarei rimasto un po' deluso, perché ritengo che abbiano fatto niente più del compitino. Tecnicamente non c'è niente da dire,anzi, c'è solo da ammirare. Ma dal punto di vista della generosità hanno lasciato a desiderare. Ci si sarebbe aspettati almeno due ore di rock dopo la lunga e immeritata attesa. E invece si sono ridotti a una misera ora e 20 minuti. E poi, forse abituato alla stragrande dai miei unici altri 3 concerti, ovvero Jovanotti, Radiohead e Muse, credo di poter dire tranquillamente che non solo le scimmie hanno poca presenza scenica, ma non si sforzano per niente di lavorare su questo. Penso sia un aspetto penalizzante, perché per lasciare davvero un segno nella storia, bisogna essere travolgenti dal vivo, bisogna dare l'anima, fare vedere che il prezzo del biglietto vale non solo per la bravura, ma anche per la capacità di coinvolgere, soprattutto quelli che, come me, non sono fan sfegatati. Comunque l'esperienza potrà farli migliorare, quanto meno speriamo ci mettano impegno. Tra l'altro potevano spendere qualcosa in più per la coreografia, ma manco questo.
Un ultimo appunto sulla location. Penso che in questi casi, in cui il concerto si tiene al chiuso, un'adeguata areazione sia d'obbligo. Al concerto dei muse sicuramente non ho sofferto il caldo patito al Saint Jordi. In mancanza di aria condizionata, si poteva tranquillamente aprire almeno una porta di uscita, per fare rinfrescare, ma lo si è fatto solo nel finale del concerto. Penso sia abbastanza grave perché in questi casi è facile poter stare male.
Insomma, in ultima analisi, grandi Arctic, ma il mio giudizio globale li porta all'ultimo posto dei concerti da me visti (certo non è un gran giudizio visto che ne ho sperimentati pochi). Il mitico Jovanotti dovrebbe fare una seduta di coinvolgimento e presenza sul palcoscenico a questi 4 giovani inesperti.
OLA!!!

Anonimo ha detto...

Ma andare a vederli quando hanno fatto il concerto a Milano il 26 Gennaio no? :)

Luca ha detto...

Caro Anonimo, per noi Milano era troppo vicino..e poi è stata un'ottima scusa per andare a Barcelona ;)

fab ha detto...

Con tutto il rispetto per Milano, vuoi mettere un weekend a barcelona??? ;)